Ricerca
Il Conservatorio di Musica “F.A. Bonporti” di Trento e Riva del Garda dedica da tempo attenzione alle attività di ricerca dei propri docenti: sia quelle realizzate in collaborazione con istituzioni di pari grado del territorio trentino, dell’ambito nazionale e internazionale; sia quelle derivate da convegni, seminari e concerti organizzati dallo stesso Conservatorio.
I temi affrontati dall’attività di ricerca indagano argomenti specifici , ma anche ambiti che coinvolgono trasversalmente più discipline: studi e lavori di analisi finalizzati alla scoperta o riscoperta di opere e di compositori del panorama musicale locale, del passato e contemporanei; indagini sui rapporti tra l’attività musicale e il ruolo di compositrici, compositori ed esecutori in relazione alla società; esplorazioni delle tecniche compositive e della creatività musicale, anche in relazione con le nuove tecnologie; ricerche nel campo dell’apprendimento, degli stati emotivi e del linguaggio; numerosi sono anche gli studi sul rapporto della musica con la filosofia e l’architettura. L’attività di ricerca del Bonporti, inoltre, vede in alcuni casi anche il coinvolgimento e il contributo dei propri studenti, sia nella produzione di testi che nei momenti performativi connessi e da loro stessi realizzati.
Tutto ciò ha prodotto e continua a produrre pubblicazioni tradizionali, ma anche supporti multimediali realizzati da editori italiani e stranieri.
2024
Schweizer, F. (2024). Le figure del corpo e la loro significanza musicale: una proposta di analisi della Kreisleriana op. 16 di Robert Schumann nella lettura di Roland Barthes. In corso di pubblicazione.
La ricerca prende spunto dalle seguenti parole di Roland Barthes sulla Kreisleriana: «Nelle Kreisleriana di Schumann non sento in verità nessuna nota, nessun tema, nessun disegno, nessuna grammatica, nessun senso, nulla che permetta di ricostruire una struttura intellegibile dell’opera. No, ciò che sento, sono dei colpi: sento ciò che batte nel corpo, ciò che batte il corpo, o meglio: quel corpo che batte.» Da qui si procede a proporre collegamenti, associazioni e corrispondenze con gli elementi musicali che risulteranno significativi a questa lettura: nel corso dell’analisi, si mette in evidenza quanto questa angolazione risulti efficace e talvolta decisamente illuminante nel comprendere come alcuni particolari apparentemente secondari della struttura musicale rivelino, alla luce di tale particolare approccio, il livello profondo della scrittura schumanniana.
2023
Dal Rí F. A., Cifariello Ciardi F., Conci N. (2023). Speech Emotion Recognition and Deep Learning: An Extensive Validation Using Convolutional Neural Networks. IEEE Access, 11, 116638-116649. https://doi: 10.1109/ACCESS.2023.3326071
Il campo dello Speech Emotion Recognition (SER) ha vissuto un’enorme rivoluzione a causa dell’avvento del deep learning, che ha contribuito, come in molte altre aree di ricerca, a un notevole miglioramento in termini di accuratezza. Il termine si riferisce a un ramo dello Human-Computer Interaction (HCI), che si occupa del riconoscimento degli stati emotivi dal linguaggio umano. Pur costituendo un fiorente campo di ricerca, il riconoscimento automatico di emozioni pone ancora una serie di sfide complesse. Affrontando alcuni dei gap investigativi attuali, lo ricerca documentata da questo articolo propone l’implementazione di un modello basato su Convolutional Neural Networks (CNN) combinato con un blocco di attenzione convoluzionale; ulteriormente vengono condotti una serie di esperimenti che coinvolgono una selezione di quattro dataset in lingua inglese comunemente utilizzati per applicazioni SER: RAVDESS, TESS, CREMA-D e IEMOCAP. Dopo aver testato la pipeline proposta su singoli dataset, ottenendo un’accuratezza media rispettivamente dell’83%, 100%, 68% e 63%. Viene quindi eseguita un’ampia convalida incrociata tra classi emotive comuni appartenenti a singoli dataset o combinazioni di essi, con l’obiettivo per indagare le capacità di generalizzazione delle caratteristiche estratte.
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De Pisapia N., Velardo G., Cifariello Ciardi F., Sperandio I., Dal Rí F. A. Musica e Stati di Coscienza. Progetto di ricerca (2023- )
Il progetto prende in esame il rapporto tra la musica e gli stati di coscienza alterati (o ASC, Altered States of Consciousness), in particolare lo stato di “absorption” (assorbimento), definito come l’abilità di focalizzare intensamente l’attenzione, accompagnata da una diminuita reattività agli stimoli distrattori o comunque esterni al compito o all’oggetto di interesse. Viene indagata in quale misura la manipolazione di alcuni parametri dello stimolo musicale possa influire sulla induzione di uno stato di absorption più o meno intenso e duraturo. In particolare, si porta l’interesse investigativo sulla comparazione di uno stimolo uditivo registrato dal vivo con una versione della stessa esecuzione manipolata sperimentalmente. Oltre al fine prettamente psicologico, la ricerca mira a estendere le attuali conoscenze riguardanti gli effetti della musica sulla psiche e solleva la questione di come tali effetti possano variare in base al fatto che gli stimoli siano naturali o artificiali.
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Ruffin, G., (2023). Un invito alla drammaturgia musicale. Gianni Ruffin (Kindle Store)
Frutto di un lavoro di raccolta e ricerca maturato durante gli anni di docenza dell’autore presso il conservatorio “Bonporti”, il volume, disponibile anche in formato e-book, guida il lettore ad una progressiva acquisizione dei tratti caratteristici implicati da un genere, l’Opera lirica, la cui apparente facilità cela implicazioni teorico-concettuali perlopiù inavvertite ma di complessità tale da motivare l’esistenza di un’autonoma disciplina di studio: quella appunto comunemente denominata “drammaturgia musicale”. Metodologicamente il saggio è stato costruito sulla falsariga della selezione e dell’esame di esempi specifici (pertinenti ai vari temi via via affrontati) e della concomitante riflessione volta a proporne chiavi di lettura tali da risultare significative nella prospettiva della comprensione e della definizione – nonché del singolo pezzo proposto e del genere operistico nel suo complesso – della stessa disciplina di studio. A motivare l’autore è la convinzione secondo cui, trattandosi di una disciplina musicologica relativamente giovane, la drammaturgia musicale, aldilà dei contributi mirati e delle sillogi che naturalmente non le mancano, difettasse di un saggio finalizzato ad elaborarne un’immagine complessiva: tale, in altre parole, da esporne gli aspetti salienti in un’ottica unitaria sul piano tanto concettuale quanto espositivo.
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Schweizer F. ( 2023). Spazio e tempo tra musica e architettura: la Suite IX “Ttai” di Giacinto Scelsi. in F. Ballardini, M. Priori, F. Schweizer, A. Vildera (A cura di), Musica e architettura. Il punto di vista dei musicisti (pp. 261-287). LIM.
Il saggio analizza la Suite IX per pianoforte di Giacinto Scelsi proponendo un confronto tra i diversi elementi dell’opera intesa come un percorso di spazio risonante e tempo in movimento. L’analisi vuole essere una proposta di interpretazione della Suite che colleghi i parametri musicali alle dimensioni proprie dell’architettura.
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2022
2021
Cifariello Ciardi F. (2021). Strategies and tools for the sonification of prosodic data: A composer’s perspective. In In ICAD. International Community For Auditory Display (Ed.), Proceedings of the 26th International Conference on Auditory Display (online). IEEE.
Ha senso sonificare un’informazione che si riferisce a un fenomeno già udibile come i dati prosodici? Per essere utile, una sonificazione della prosodia dovrebbe contribuire alla comprensione di caratteristiche paralinguistiche che altrimenti non catturano l’attenzione dell’ascoltatore. Partendo da questo assunto, contesto, la ricerca illustra una struttura modulare e flessibile per la riduzione e l’elaborazione dei dati prosodici da utilizzare per migliorare la percezione dell’intenzione e delle emozioni del parlante. Il modello utilizza audio del parlato come input e fornisce dati MIDI e MusicXML come output, permettendo ai campionatori e ai software di notazione di campionatori e software di notazione di visualizzare le informazioni. La metodologia utilizzata nella ricerca è empirica essendo basata sulla attività compositiva dell’autore. Il contributo fornito nell’ambito della ricerca artistica evidenzia i vantaggi di una strategia adattativa per la riduzione dei dati, e la visualizzazione uditiva delle strutture temporali alla base dell’elaborazione prosodica. Il lavoro ha vinto il Best Paper Award (26th International Conference on Auditory Display) della International Community for Auditory Display: Arlington, Virginia, US
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2020
Cifariello Ciardi F. (2020). Dalla prosodia alla musica strumentale: una sfida compositiva. In L. Cardilli e S. Lombardi Vallauri, S. (A cura di). L’arte orale. Poesia, musica, performance (pp. 225-244). Accademia University Press.
Le possibilità di imitazione della voce, segnatamente del parlato, mediante le risorse dell’organico strumentale sono esplorate attraverso una rassegna storica e tipologica che comprende oltre a quelle dell’autore anche tutte le prove di decine di altri compositori. Sono evidenziate le difficoltà e gli ostacoli di vario ordine, sul piano della descrizione e trascrizione prima ancora che sul piano della riproduzione. La metodologia utilizzata nella ricerca è stata prevalentemente storica ed empirica. Il contributo fornito nell’ambito della ricerca artistica evidenzia come la ri-sintesi strumentale del parlato aspiri, per via sottilmente differenziale, mediante lo scarto rivelatore, a dirci qualcosa di sorprendente su qualcosa che ci illudiamo di conoscere al punto da trovarlo perfino banale.
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Anselmi, M., Bungaro, S., Di Paolo, L., Fortunato F., Francisci, I., Medetti, G. e Vildera, A. (2020- ). Presenze/Assenze: Progetto di ricerca su presenze e assenze femminili nella storia musicale in Trentino.
Il progetto pluriennale ha preso avvio nell’anno accademico 2020/2021 con l’obiettivo di contribuire al movimento di ricerca che da alcuni decenni si occupa dell’universo dimenticato delle “Donne nella musica”; si trattava di dare una strutturazione più riconoscibile ad esperienze già condotte all’interno del Conservatorio “Bonporti”, di organizzare percorsi ed eventi più ambiziosi, di costruire relazioni con altri soggetti della ricerca storico-musicologica e della riflessione sul “pensare al femminile”.
Partito da un’attività esplorativa (in ambito storico-musicologico e performativo) attorno a pagine dimenticate di musiciste, il programma di studio si è gradualmente arricchito di altre tematiche; presentando composizioni dal potente contenuto spirituale e simbolico, si sono agganciate al fatto musicale riflessioni di carattere filosofico (il tema della nascita in Juan de la Cruz e in María Zambrano) e si è messa in atto una apertura ad opere contemporanee che integrino al dato interpretativo la relazione interpersonale, la corporeità, la speculazione psicologica.
Attualmente quattro compositrici stanno componendo una partitura originale su La tomba di Antigone di María Zambrano.
Diverse le azioni che caratterizzano il progetto: ricerca d’archivio; promozione di relazioni con altri istituti e altre esperienze analoghe; approfondimento scientifico (conferenze, giornate di studio, tavole rotonde); produzione e performance (concerti, nuove esperienze compositive); creazioni originali intorno a tematiche sviluppate con una riflessione comune.
Attualmente sono in fase di completamento: una incisione discografica e una documentazione audiovisiva (con i programmi, pianistico e vocale, con gli inediti presentati nel 2021); un volume (con i contributi testuali raccolti negli anni 2021-2024); quattro fascicoli con gli spartiti a stampa dei brani pianistici presentati nel 2021)
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Caruso, F., Peretti, S., Corbacchini,L., Centofanti, C. e D’Errico A. (2020), The CrazySquare Project: A Technological Pedagogical Content Knowledge Solution. In H. C. Lane, S. Zvacek e J. Uhomoibhi (Eds) Proceedings of the 12th International Conference on Computer Supported Education, Volume 1 (pp. 655-662). Computer Supported Education, CSEDU.
Il progetto CrazySquare, nato in seno al Dipartimento di Ingegneria dell’informazione, computer science e matematica, dell’Università de L’Aquila (Centro di Eccellenza DEWS), è finalizzato a realizzare un supporto ICT (Information and Communication Technologies) per la formazione strumentale di base (chitarra) implementabile nella scuola secondaria italiana di primo grado a orientamento musicale. Il progetto si basa su un processo interattivo TEL (Technology-Enhanced Learning) -oriented e con approccio UCD (User Centred Design, progettazione centrata sull’utente).
Dopo un periodo di sperimentazione delle procedure con un prototipo non digitale si è sviluppato uno strumento di apprendimento/insegnamento basato su ITC. Esso consente un duplice utilizzo: come un supporto per le attività in classe progettate dal docente e come mezzo per attività di self-teaching durante lo studio a casa. Diversi gli ambiti della competenza musicale/strumentale supportati grazie a processi di immediato feedback: percezione, imitazione, improvvisazione, lettura. Sono inclusi nel supporto differenti strumenti ITC legati alla gamification.
I risultati sono stati presentati nel 2020 in occasione della 12th International Conference on Computer Supported Education, Special Session on Computer Supported Music Education.
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2019
Colazzo, C. (2019). Musica e impegno: L’antifascismo e l’opera di Fernando Lopes-Graça (pp. XVII-272 con 2 CD audio allegati). LIM Libreria Musicale Italiana, Lucca.
Il volume (con una prefazione di Mário Vieira de Carvalho) presenta i risultati del progetto di ricerca “Lopes-Graça. Impegno e creatività. Le radici lusitane, le aperture europee”. Il lavoro ha indagato l’impegno intellettuale, civile e politico di Fernando Lopes-Graça contro il regime fascista dell’Estado Novo in Portogallo, insieme con l’intensa e profonda attività compositiva, condotta coerentemente secondo precise opzioni estetiche e tratti peculiari di poetica e ricerca musicale.
Si è approfondita la discussione critica che Lopes-Graça opera nei confronti del nazionalismo musicale perdurante in Portogallo, imprimendo un movimento contro-egemonico che intreccia l’interesse criticamente inteso per i repertori contadini e l’integrazione di essi in un linguaggio compositivo di ispirazione modernista e post-tonale.
La ricerca è stata condotta sui materiali pubblicati (partiture e volumi del compositore, CD, saggi critici sul compositore) e sui manoscritti delle opere, oltre che su testi inediti, corrispondenza e altro materiale, soprattutto presso il Fondo Lopes-Graça detenuto dal Museu da Música Portuguesa a Cascais (oltre che presso altri archivi).
Il volume, che rappresenta a livello internazionale una monografia di riferimento sul musicista portoghese, si completa con due CD allegati, riferiti a opere pianistiche e per duo pianistico (interpretate da Cosimo Colazzo insieme con Maria Rosa Corbolini). L’opera alla sua uscita ha ricevuto attenzione dalla Radio Italiana, da quella della Svizzera italiana, e diverse recensioni.
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Corbacchini,L. (2019). Scuola musicale Il Diapason. Trent’anni nel sistema per la formazione musicale di base della Provincia Autonoma di Trento. Erickson.
Lo studio indaga più argomenti fra loro connessi: gli itinerari storici, politici, socio-culturali, didattici e normativi che hanno caratterizzato la storia e, delineano l’attualità, del Sistema per la formazione musicale di base della Provincia Autonoma di Trento, un unicum di eccellenza nel sistema italiano e di rilevanza in quello internazionale; l’analisi critica degli articolati ambienti di apprendimento della Scuola musicale “Il Diapason” nella sua contemporaneità e nella genesi intersecata alle complesse evoluzioni del Sistema; l’individuazione di indicatori di qualità, di ampia portata e trasferibilità, per la valutazione di ambienti e processi di insegnamento/apprendimento musicale attraverso un puntuale riferimento alla più accreditata letteratura scientifica e a una trasposizione peculiare del concetto di agency. Diverse le metodologie adottate in relazione agli argomenti: case study, interviste, review narrative…
I risultati sono stati pubblicati nel volume citato in apertura; esso consente più percorsi di fruizione e si rivolge a studiosi interessati sia alle questioni scientifiche dell’insegnamento/apprendimento musicale, sia alla ricostruzione e interpretazione della realtà formativa musicale trentina.
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Corbacchini,L. (2019- ). Viewpoints della psicologia della musica: La ricerca internazionale come strumento di riflessione “in and on action” per la didattica delle discipline musicali. Società Italiana per L’Educazione Musicale, Musica Domani.
Il progetto di studio nasce in seno alla rivista Musica Domani (semestrale della Società Italiana per l’Educazione Musicale, rivista scientifica della classificazione ANVUR). Esso è finalizzato a elaborare una serie di review narrative della letteratura scientifica su temi specifici affrontati dal periodico. Ogni ricerca presenta e interpreta, in modo sintetico e originale, i risultati della letteratura internazionale più recente, afferenti principalmente alla psicologia della musica, mettendoli in dialogo con le prospettive didattiche e pedagogiche contemporanee.
Si aprono così punti di vista complessi sui fondamenti e sulle molteplici implicazioni dell’agire educativo e formativo musicale, favorendo l’habitus della reflection in and on action secondo le visioni offerte dai più recenti risultati delle scienze psicologiche. Ogni sintesi della letteratura è pubblicata nel corrispondente numero della rivista (a tema monografico). Tutti i contributi sono disponibili senza restrizioni on line sulla pagina web dedicata del periodico (vedi subito oltre).
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Favento, M. (A cura di). (2019). Karel Moor. Musicista “migrante” nella Mitteleuropa del ’900 dalla Praga di Antonín Dvořák alla Trieste di Italo Svevo fino ai nuovi paesi slavi del Sud. Studi e Testimonianze (pp.1-459 con CD audio allegati). Lumen Harmonicum.
Il volume è dedicato a “il caso” di Karel Moor (Lázně Bělohrad 26.XII.1873 – Praga 30.III.1945) di scena nella Trieste Musicalissima, sicuramente tra il 1901 e il 1905. L’artista boemo rappresenta infatti una testimonianza paradigmatica di quell’ultimo folle slancio creativo ultra-romantico che inondò le sponde dell’Adriatico all’inizio del ’900. Nato nella tranquilla provincia boema attorno a Praga, Karel Moor partecipò con energia e vigore allo sviluppo della cultura ceca e delle realtà nazionali in cui si trovò ad operare, così come molti altri artisti boemi “migranti” all’interno dell’Impero Absburgico e nei Balcani. Formatosi nella Praga di Dvořák e Smetana, come anche nella Vienna di Zemlinsky e Mahler, fu molto attivo come compositore, arrangiatore, impresario, didatta, direttore d’orchestra e di coro, critico musicale teatrale e scrittore (romanziere e memorialista).
Nella sezione Studi presente nel volume sono presenti gli Atti del Convegno e nella sezione Testimonianze le opere letterarie di Moor, nonché altre opere di autori mitteleuropei contemporanei di cui si è sentita l’esigenza di proporre un raffronto contestuale.
I 5 CD allegati presentano le opere di Musica da Camera di Karel Moor: per Karel Martens (CD1); per Trio (CD2); per Quartetto (I) (CD3); per Quartetto (II) (CD4); per Quartetto (III) (CD5).
2018
2017
Cifariello Ciardi F. (2017). Creatività musicali di consumo. In Fele, G., Russo, M. e Cifariello Ciardi, F. (A cura di). Creatività musicali: narrazioni, pratiche e mercato. Mimesis.
Il contributo riflette su alcune delle conseguenze collegate all’ubiquità e all’accessibilità delle diverse forme di creatività musicale che proliferano intorno a noi grazie alla tecnologia presente nella gran parte dei dispositivi di uso quotidiano. Da un lato, è difficile non rimanere disorientati di fronte alla difficoltà di perimetrare l’àmbito dell’aggettivo “musicale” sia per la complessità delle reti che legano fra loro generi e sotto-generi musicali, sia per i mutamenti dei luoghi e delle professioni tradizionalmente deputate alla creazione musicale. Dall’altro, l’appetito per prodotti della creatività musicale sembra inquadrarsi in un più generale e globale “mercato delle attività creative” che informa la società del nostro tempo. La metodologia utilizzata nella ricerca è stata prevalentemente storica e documentaria. Il contributo fornito nell’ambito della ricerca artistica evidenzia come tanto il desiderio individuale di creatività quanto le sue valenze sociali ed economiche sono alimentate da quattro miti ricorrenti: l’esclusività, la diversità, l’irrazionalità e un ipotetico “altrove” in cui collocarsi grazie alla creatività. Per valutare la relativa fragilità di una simile narrativa, ma anche per aiutarci a trovare una collocazione personale e sociale in un’ottica post-digitale, il suggerimento proposto è quello di riflettere e accettare l’inevitabile ruolo dei molti e sempre più “intelligenti” mediatori che rendono oggi possibile l’agire creativo e i prodotti delle molte creatività musicali che ci circondano.
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2016
Favento, M. (A cura di). (2016). Quartetto Triestino. Gloria fin de Siècle, Disgregazione bellica, Redenzione. Studi e Testimonianze (pp.1-704 con 3 CD audio allegati). Lumen Harmonicum.
Il volume ricostruisce attraverso una rilevante documentazione la storia, giorno per giorno, tra il 1898 ed il 1937, del Quartetto Triestino, del suo primo violino, Augusto Jancovich, e dei suoi compagni Giuseppe Viezzoli, Manlio Dudovich e Dino Baraldi (rispettivamente, violino, viola e violoncello). Un Quartetto d’archi, quattro pratici uomini d’Arte, più precisamente un gruppo di musicisti, protagonisti e comprimari, in un misto di professionismo e sano dilettantismo per quasi quarant’anni, di un ambiente musicale vertiginosamente attivo in un irripetibile contesto culturale. L’opera si completa con di tre CD con il ciclo completo delle opere da camera di Eugenio Visnoviz per Quartetto d’archi, Trio e Quintetto con pianoforte. Composto tra il 1923 ed il 1926, il ciclo fu composto sicuramente per Jancovich e colleghi. Questa prima registrazione assoluta vede come protagonisti Corrado Gulin, Valentino Dentesani, David Briatore, Marco e Massimo Favento.
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Favento, M. ( A cura di). (2016). 1916… Gli occhi su Gorizia! Studi e Testimonianze (pp.1-216). Lumen Harmonicum.
Il volume edito in occasione del Centenario della «Presa di Gorizia», raccoglie testi poco noti, saggi e momenti di riflessione sulla Gorizia della Grande Guerra. Il curatore propone, con una strategia narrativa originale, una comparazione tra testi letterari di limitata diffusione, o inediti nel panorama della memorialistica bellica, abbinata ad una ricerca storico-musicale e ad una libera ricostruzione teatrale.
L’approfondimento musicale parte da una riflessione su Gloria Viktoria!, assurda raccolta di canti e motivi musicali della galassia mitteleuropea stampata a Graz nei momenti più bui della Grande Guerra, promossa dalla contessa friulana Maria Pace, qui riprodotti in versione anastatica.
Rilevanti per la ricerca sono stati i contributi di storici, archivisti, cultori appassionati della materia, nonché di artisti impegnati tra arti figurative, musica e teatro, anche in collaborazione con istituzioni italiane, slovene ed austriache, tutti messi in relazione e coordinati dal Curatore.
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Schweizer, F. (2016). Spazio sonoro e serialismo integrale tra musica e architettura nell’estetica moderna: appunti e riflessioni. Relazione presentata a Garda Summer Intensive Course. Dialogo tra Musica, Letteratura e Arti visive, settembre 2016.
Il dialogo tra musica e architettura nel ventesimo secolo sembra essere particolarmente ricco di spunti e ragionamenti. L’estetica musicale del dopoguerra presenta, seppur in modi e approcci diversi, analogie di impostazione costruttiva relative all’architettura, basate spesso su concetti astratti di tempo, spazio, percezione sensoriale. Nella relazione l’Autore presenta esempi, esperienze, riflessioni sulla propria attività di ricerca e di scrittura da cui emerge lo stretto rapporto fra le categorie estetiche della musica e quelle dell’architettura.
2015
Cifariello Ciardi F. (2015). L’insostenibile pesantezza dell’immagine: suono e musica in Blade Runner. In L. Cimmino, A. Clericuzio e Pangaro, G. (A cura di), Umanesimo e rivolta in Blade Runner: Ridley Scott vs Philip K. Dick (pp.141-170). Rubbettino.
Il contributo analizza la colonna sonora del film Blade Runner di Ridley Scott scritta nel 1982 dal compositore greco Evangelos Odysseas Papathanassiou, in arte Vangelis. Attraverso un approccio empirico attento alla percezione audiovisiva la ricerca inquadra le componenti musicali e tecniche della colonna sonora di Vangelis all’interno della categoria “musica per il cinema”. La conclusione del contributo suggerisce un nesso tra le molte e mai definitive versioni discografiche della colonna sonora e il raffinato intreccio tra il commento musicale e il corredo diegetico dei suoni e rumori che accompagnano le immagini del film.
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Schweizer, F. (2015), D’après Skrjabin: i Quattro Poemi per pianoforte di Giacinto Scelsi (1936 – 1939). Relazione presentata alla tavola rotonda Omaggio a Skrjabin nel centenario della morte tenutasi ad Arco (TN), settembre 2015.
Alcune figure di compositori vengono visti dalla critica musicale come un unicum, nel panorama della musica del primo Novecento, quando non sono classificabili nelle due correnti – dodecafonia e neoclassicismo – all’interno delle quali si vuole far confluire l’intera evoluzione del linguaggio musicale del secolo scorso; tali autori per questo vengono relegati a capitoli minori della storia della musica. Questo destino accomuna sia Skrjabin che Scelsi, ritenuti o eccessivamente originali (Skrjabin) o non allineati alla musica del periodo (Scelsi). Il presente saggio intende ricercare i punti di contatto tra le due figure, che si fondano, più di quanto si creda, sull’aspetto compositivo più profondo, anzi, di filosofia compositiva nel senso più ampio.